TANTE PAGINE BIANCHE

Non so se definirlo un vero e proprio blog.

Ma nella marea infinita delle pagine che sovraffollano internet, questo è un piccolo angolino, una pagina bianca, tra le tante, per chi vuole condividere un pensiero, un ricordo, una emozione, un attimo, un momento intimo, personale, magari una cosa che può sembrare banale. Ma che può, o è già diventato un ricordo, un mattoncino della propria esistenza che può trasformarsi ed incastrarsi in quel puzzle scombinato che è la vita. E la nostra vita spesso, è tale solo perchè in qualche modo è in simbiosi o si è intrecciata, magari solo per un istante, con la vita di qualcun’altro, apparentemente senza motivo. Retorico affermare che la vita è breve. Se una vita è ben vissuta, c’è il tempo di incastrare tanti mattoncini, assemblare un immenso puzzle, condividere tanto e creare ancora di più. Sulla base di quello che potrebbe sembrare un semplice ricordo, qualcun’altro potrebbe sviluppare nuove idee, iniziative, sinergie….

Il piacere della scrittura, del narrarsi, del raccontare, condividere. Il piacere della lettura, dell’  “emozionarsi”, ricordare insieme o semplicemente svelarsi, nelle proprie debolezze, ideali, paure…. qualcosa che lasci una traccia, un pensiero, una brace ardente in un mondo sterile di immagini surreali ed ingannevoli.

Alcune cose ci accomunano.

Queste pagine bianche sono da riempire di parole. Non parole scombinate dal vento, ma parole trasportate dal vento.

Il mio invito è questo.

 

P.S. : o la Moretti era abbondante, oppure aveva ragione mia zia a dirmi che avrei dovuto studiare da prete…

Lascio il prossimo sermone a chi ha voglia di digitare sulla tastiera…

 

 

 

 

 

I don’t know whether to call it a real blog.

But in the endless tide of pages that overcrowd the internet, this is a small corner, a blank page, among many others, for those who want to share a thought, a memory, an emotion, a moment, an intimate moment, personal, maybe something may seem trivial. But that can, or has already become a memory, a brick of one’s existence that can transform and get stuck in that messed-up puzzle that is life. And our life often is such only because in some way it is in symbiosis or is intertwined, maybe just for a moment, with someone else’s life, apparently for no reason. Rhetoric to say that life is short. If a life is well lived, there is time to frame so many bricks, assemble a huge puzzle, share a lot and create even more. Based on what might seem like a simple memory, someone else could develop new ideas, initiatives, synergies …

The pleasure of writing, of narrating, of telling, sharing. The pleasure of reading, of “getting excited”, remembering together or simply revealing oneself, in one’s weaknesses, ideals, fears … something that leaves a trace, a thought, a glowing ember in a barren world of surreal and deceptive images.

Some things unite us.

These blank pages are to be filled with words. Not words upset by the wind, but words carried by the wind.

This is my invitation.

P.S. : o Moretti was abundant, or my aunt was right to tell me that I should study as a priest …

I leave the next sermon to those who want to type on the keyboard …

TANTE PAGINE BIANCHEultima modifica: 2019-07-18T22:15:30+02:00da vividistinto
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